28 agosto 2015

Estate in Sicilia vol.1: Favignana

Estate in Sicilia vol.1: Favignana

Estate in Sicilia vol.1: Favignana

 

Eccomi rientrata dalle vacanze estive, ovviamente con tanto di muso lungo e depressione annessa. La meta scelta come sapete se avete letto i post precedenti, è stata la Sicilia.
Non so quale strana alchimia mi lega da decenni a questa terra; sarà che i siciliani appena ti conoscono, aprono le porte di casa loro e quasi non vorresti più andar via, sarà che i colori del mare ti abbagliano o che la storia intrisa nel territorio ti fa viaggiare indietro nei secoli… tutto questo mi rende schiava di questa regione tanto da tornarci quasi ogni estate.
Un ragazzo conosciuto per caso in un bar mi disse: “bisogna parlare di questa terra, bisogna far sapere quant’è bella!” ; eccomi qui pronta a farlo mostrandovi, seppur in minima parte, quanta ricchezza la Sicilia custodisce.
Un grazie speciale va a tutte le persone conosciute durante questa vacanza che, anche solo con un sorriso, hanno reso unica la mia estate.

In questo post vi parlerò di Favignana, prima tappa del mio viaggio nonché la più lunga;  a tutte le altre dedicherò un altro post nei prossimi giorni.

Così come fatto per Roma, ecco un po’ di informazioni “turistiche” e non, che potranno esservi utili qualora decidiate di andarci.

Favignana è la più grande delle 3 isole maggiori che formano l'arcipelago delle Egadi, noi ci siamo arrivati prendendo l’aliscafo da Trapani. Appena sbarcati non si può fare a meno di notare i colori delle barchette dei pescatori che affollano il porticciolo e l’acqua cristallina che ne riflette i colori.
L’isola è piena di alloggi: case vacanza, hotel, b&b, c’è proprio l’imbarazzo della scelta.
La superficie totale non è vastissima per cui i mezzi di trasporto più utilizzati sono le biciclette e i motorini che è possibile noleggiare sull’isola. A detta di chi  li ha usati, anche gli autobus sono comodi e funzionali.
Su via Roma, centro nevralgico della città, ci sono ristoranti, negozi, pub aperti fino a tardi e in estate, concerti di band in strada, che rallegrano i turisti con la loro musica.
Sull’isola non ci sono  discoteche: si vive il mare, le spiagge, la socialità dei locali stracolmi di giovani e poi tutti a nanna!

SPIAGGE:

  • Cala Rossa
  • Lido Burrone (spiaggia attrezzata)
  • Marasolo ( “il Kiosko”  per colazione vista mare).
  • Bue Marino. Colori e fondali da non credere!
  • Spiaggia del Pellegrino (di fronte isola Preveto, attenti ai gabbiani perché amano la pizza!)
  • Punta Sottile. Il faro al tramonto è qualcosa di unico.
  • Pozzo dell’Alga. Spiaggia rocciosa e deserta ma con un mare splendido. 
Ci sono tante, tantissime altre spiagge in cui potersi fermare anche solo per un bagno, ma sono talmente piccole che non hanno nemmeno un nome, o meglio forse ce l’hanno ma le cartine turistiche non lo riportano.


COSA VEDERE:
Ovviamente, primo su tutti, l’ Ex Stabilimento Florio: la vecchia tonnara dell’isola. Ci sono targhe che testimoniano annate in cui sono stati pescati oltre 14.000 tonni. Vale la pena fare la visita guidata e soffermarsi a guardare i documentari storici che mostrano tutte le fasi della lavorazione del tonno, dalla pesca all’inscatolamento. Nella sala Torino inoltre, è possibile ascoltare i racconti dei “tonnaroti” storici dello stabilimento e di chi vi lavorava.

Il Palazzo Florio, ora centro informazioni turistiche, una volta era la residenza della famiglia; al piano superiore è possibile vedere una mostra fotografica che racconta la storia della dinastia Florio.

L’isola di Favignana in passato aveva come fonte di ricchezza il tufo, che veniva estratto creando dei dislivelli altissimi nel terreno (le cave), da qui la nascita dei giardini ipogei tutt’ora visitabili.

Favignana è sovrastata da un alto monte su cui  è arroccato il Forte di Santa Caterina, antica torre di avvistamento saracena, da qui è possibile vedere l’isola a 360°, il tragitto è abbastanza lungo e faticoso ma chi ci è stato assicura un panorama mozzafiato.
Le spiagge viste dal mare hanno tutto un altro fascino, perciò fare una gita in barca è quello che serve per apprezzarne davvero i colori e poter fare un tuffo nelle cale più belle. Io ho scelto di farlo con “Capitan Sinagra” ed è stata davvero una giornata unica, divertimento assicurato con Andrea e Gigi, oltre al buonissimo pranzo a bordo da loro stessi preparato per noi passeggeri.
Se avete modo fate una gita a Levanzo e Marettimo, isole ancora più piccole e caratteristiche, meritano sicuramente una visita.

COSA E DOVE MANGIARE:
Nel trapanese è molto usato un formato di pasta, le busiate: è possibile assaggiarle ovunque condite con sughi di pesce e non. Una prelibatezza da non perdere.

Ovviamente il tonno a Favignana la fa da padrone e per questo è possibile assaggiarlo in tutte e salse: insaccati di tonno, mosciame di tonno e ventresca di tonno su crostini o in tartare. Da leccarsi i baffi!!

Sull’isola si possono mangiare anche le bontà del resto della Sicilia, ecco alcuni esempi: pane e panelle (nascono a Palermo),  i buccellati (biscotti con ripieno di fichi), la focaccia con i pomodori olive e capperi, arancini, cannoli, caponata…e chi più ne ha più ne metta.

E’ davvero difficile mangiare male, ma dato che l’eccezione c’è sempre vi elenco alcuni posti in cui ho mangiato molto bene tanto da tornarci più volte.


- Quel che c’è c’è.
- Il giardino nelle cave
- Pasticceria FC
- Gelateria Garibaldi
- Gelateria Ciuri Ciuri
- Forno e Gastronomia Costanza
- Due colonne (specialità tonno)
- Monique concept bar (buonissimo il loro Moscow Mule)
- Camarillo brillo.
- I Pretti ( particolare l’aperitivo, bella la location)

Spero che questa miniguida possa esservi utile.

Se volete vedere tutte le altre foto scattate durante questa vacanza, visitate il mio profilo Instagram . Alla prossima!






4 agosto 2015

Veggie burger di quinoa e mandorle

Veggie burger di quinoa e mandorle

Veggie burger di quinoa e mandorle

Ciao amici, rieccomi dopo una luuuuunga assenza dal blog. Siete già in vacanza? Se si beati voi!! Io sto facendo il conto alla rovescia...manca poco ormai.
Oggi vi presento una ricetta veggie: salutare, fresca, veloce e tanto tanto buona. Da un po' di tempo ormai ho limitato il consumo di carne, quindi mi sto dedicando allo studio di combinazioni vegetariane che mi diano tanto sapore senza farmi minimamente sentire la mancanza della carne; ci sto riuscendo perfettamente e vi dirò di più, mi piace da morire.
Nello specifico questi hamburger sono preparati con la quinoa, le mandorle, le patate e la carota. Ho scelto del pane arabo perché quando non posso preparare i buns in casa, non mi piacciono i panini per hamburger confezionati, mi sembra di mangiare del cartone...
Le farciture sono quelle che piace usare a me, ma ovviamente potete abbinarli a qualsiasi altro ingrediente vi piaccia. Partiamo? Ecco come ho fatto.

Soundtrack: Alvaro Soler - El Mismo Sol
Se questo è un uovo: veggie burger di quinoa e mandorle

Ingredienti per 2 big hamburger:
una patata media 
1/2 carota
una tazzina da caffè di quinoa
2 tazzine da caffè di acqua
5 mandorle tritate
sale q.b.

per guarnire:
crema spalmabile di riso
pomodori secchi sott'olio
una zucchina
germogli di soia


Lessate la patata e, una volta fredda, schiacciatela. In un pentolino portate a bollore l'acqua che avrete salato e versate la quinoa. Fatela cuocere fino a quando avrà assorbito tutta l'acqua.
In una ciotola mischiate bene la quinoa, la patata schiacciata, la carota grattugiata e le mandorle tritate; aggiungete un pizzico di sale.
Formate i vostri hamburger e lasciateli riposare per 5 minuti.
Nel frattempo lavate la zucchina, con l'aiuto di un pelapatate affettatela finemente.
Ungete una padella antiaderente e togliete gli eccessi di olio con l'aiuto di un foglio di carta casa. Adagiate i petali di zucchina per qualche secondo e poi girateli. In questo modo le zucchine avranno il gusto della frittura ma senza assorbire troppo olio.

Tagliate il pane a metà e scaldate le due parti nella pentola anti aderente in cui avete cotto le zucchine. Tenetelo da parte un attimo, il tempo di "cuocere" i vostri burger. Ungete nuovamente la padella con lo stesso metodo e adagiateli fino a quando non avranno creato una bella crosticina dorata, a quel punto girateli e cuocete l'altro lato.

Ora componete il vostro panino. Io faccio così: metto sulla base lo spalmabile di riso, poi i pomodori secchi, le zucchine, il mio veggieburger e i germogli di soia.
Se vi piace, aggiungete un cucchiaino di senape:darà un sapore unico al tutto. Buon appetito!
Se questo è un uovo: veggie burger di quinoa e mandorle
Se questo è un uovo: veggie burger di quinoa e mandorle


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